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Associazione Fuorigioco - Onlus

“Bisogna passare dal pessimismo della teoria all'ottimismo del fare insieme”
F. Basaglia

L'Umbria e nello specifico Perugia ha fatto da cornice al movimento di de-istituzionalizzazione delle strutture manicomiali muovendosi verso un principio di diritto alla salute che riportasse al centro della dimensione di cura l'uomo e non più la malattia. Tanti passi avanti sono stati fatti dagli anni '70 ad oggi, ma per chi lavora direttamente a contatto con alcune realtà molto ancora si può e si deve fare. Il malato mentale spesso vive un isolamento relazionale che accresce la diffidenza da parte di chi lo conosce solo come viene presentato dai media (pericoloso, aggressivo, ecc), l'Associazione Fuorigioco, attraverso lo sport, ha cercato un linguaggio che fosse fruibile a tutti e che permettesse una dimensione di prossimità in cui le persone possano conoscersi e ri-conoscersi. Alcuni operatori di cooperative sociali, volontari e utenti della Salute Mentale di Perugia hanno fatto un percorso che è iniziato con l'organizzazione di un evento nel luglio 2008, “Fuori Gioco – un calcio alla discriminazione”, per ricordare i 30 anni dall'approvazione della Legge 180, poi continuato fino ad oggi con tornei di calcetto tra strutture territoriali intermedie del perugino. L'intento iniziale era creare una fitta rete di relazioni sul territorio, con l'idea di costruire spazi sempre più ampi di condivisione e dibattito, certi che il confronto sociale e lo scambio culturale e esperienziale dei territori siano risposta efficace attraverso la quale combattere lo stigma e il pregiudizio. Obiettivo principale è reintegrare l'utente dei servizi psichiatrici in una normalità che non può più prescindere dalla rieducazione sociale e culturale dei cittadini.

Nonostante si sia detto che questo modello riabilitativo ricalchi esperienze passate e somigli “ai calci tirati ad un pallone all'interno dei giardini manicomiali”, l'Associazione Fuorigioco intende rimodulare tale concetto e ricalcolarne l'efficacia e l'efficienza attraverso azioni mirate alla costruzione di realtà stabili e non più di solo intrattenimento, mediante un lavoro fisico e psichico serio, che metta gli individui nella condizione di autodeterminarsi all'interno di una progettualità che essi stessi contribuiranno a costruire verso canali più ottimali di reinserimento nel tessuto sociale.

 


"...dentro al campo agli occhi degli altri sono solo uno sportivo !!! ”

 

L'idea

“Fuorigioco” è il frutto del confronto e dell'incontro di · costituzione di una squadra di calcetto con operatori, diversi soggetti afferenti al mondo della salute mentale: volontari e soggetti con problemi di salute mentale utenti, operatori sociali della riabilitazione psichica,  psichiatri, infermieri, volontari, cittadini.  Il progetto dell'associazione nasce come occasione per promuovere mediante lo sport il protagonismo delle persone, senza esclusione, per creare legami sociali nel contesto territoriale più allargato, aiutando a superare il pregiudizio e lo stigma sul disagio mentale, tramite l'incontro, la conoscenza e la condivisione delle esperienze.

Progetto

  • costituzione di una squadra di calcetto con operatori, volontari e soggetti con problemi di salute mentale
  • organizzazione di eventi sportivi in rete con altre realtà nazionali e internazionali
  • organizzazione di eventi-convegni
  • realizzazione di momenti di socializzazione fuori dai sistemi di cura (spettacoli, concerti, gite, vacanze)
  • creazione di una rete di soggetti (associazioni del territorio, servizi, familiari di utenti) che sia in grado di dare risposte efficaci al bisogno di integrazione
  • attività di informazione e formazione rivolta agli studenti delle scuole
  • collaborazioni con altre realtà associative del territorio e con la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Perugia per la progettazione e la realizzazione di ulteriori momenti di aggregazione sportiva.